~ Fuyumi Souryo - Biografia

 


Fuyumi Souryo nasce il 9 gennaio del 1959 a Beppu nella prefettura di Oita. Suo padre è un maestro del teatro No. E'  nel 1982 che debutta nel mondo dei manga senza aver mai letto o realizzato un manga. Aveva infatti realizzato fino ad allora solo qualche illustrazione.

La Souryo al liceo disegnava su richiesta delle amiche i loro ragazzi ideali, e casualmente un giorno, una sua amica, le lasciò una rivista shoujo, dove la sensei lesse di sfuggita un annuncio di un concorso per aspiranti mangaka.

  

La Souryo al liceo disegnava su richiesta delle amiche i loro ragazzi ideali, e casualmente un giorno, una sua amica, le lasciò una rivista shoujo, dove la sensei lesse di sfuggita un annuncio di un concorso per aspiranti mangaka. E proprio grazie al concorso, indetto dalla Bessatsu Shoojo Comic (la stessa che in futuro ospiterà Mars), al quale arrivò 10° e si aggiudicò un premio in denaro, ebbe inizio la sua carriera. 
Sempre in questo anno muore suo padre.

Dopo aver letto alcuni shoujo per studiarne il funzionamento e le basi, decide dunque di intraprendere la carriera di mangaka  lavorando per la Shogakukan. La Souryo ben presto si rivela molto prolifica, gestendo fin da subito con lucidità e cinismo la sua carriera professionale. La Souryo infatti ammise di essere stata spinta al disegno solo per una questione puramente di denaro. Di non divertirsi molto nel farlo, e di considerarlo semplicemente un lavoro come un altro. A differenza di molte altre mangaka, costruisce le sue storie in base a ciò che più potrebbe piacere al pubblico, disegnare manga non è per lei una passione. Se avesse potuto avrebbe preferito disegnare storie più  forti anzichè le solite storie d'amore. Sembra che il suo vero sogno fosse infatti quello di lavorare per il cinema, in veste di sceneggiatrice, ma il maschilismo che regna in Giappone in quel campo le ha chiuso ogni porta.

Durante il periodo alla Shogakukan, pubblica in maggior parte opere brevi o costituite da pochi volumetti, ad eccezione di Boy Friend (1985, uno dei suoi fumetti più celebri), Pink-na kimi ni Blue-na Boku (1985)  e 3 Three (1988, un'altra delle opere più famose). Delle sue opere più brevi fanno invece parte Onajikurai Ai (1985) , Rose Tea de Hajimaru (1986), 



Chiki Chiki Bom! (1989), Owaru Heart Janee (1989), Kanojo ga Cafe ni iru (1992), Eden de Aou (1992), Saboten (1995)  e Tennen no Musume-san (1994).

E' in questo periodo, per ragioni di carattere economico e di prospettive lavorative, che la sensei passa alla casa editrice Kodansha, destando un certo clamore, e riuscendo a riappropriarsi dei diritti d'autore di maggior parte delle sue opere, alcune delle quali verranno ristampate dalla Kodansha in edizione di lusso. (a partire dal 1997 con Boy Friend).
E' per questa casa editrice che la Souryo pubblicherà le sue opere di maggior successo, molte delle quali le abbiamo potute leggere anche qui in Italia:

Doll (1996 - volume unico), Mars (1996-2000 di 15 volumi, l'opera che maggiormente l'ha fatta conoscere al grande pubblico), Mars Gaiden - Namae no nai Uma (1999 - volume unico), Never Ending Heart (2000), Cactus (2000), Taiyoo no Ijiwaru (Sole Maledetto) (2002), ES - Eternal Sabbath, (2002), Be Love (2002), Tamara (2004) . La sensei ha pubblicato negli utlimi tempi anche diverse storie brevi per ragazzi.
Da poco sta lavorano invece a quella che si può considerare come la sua più grande opera in termini di tempo e fatica. Cesare, un seinen (manga che si rivolge a un pubblico maschile adulto) che racconta la vita di Cesare Borgia.


Opere pubblicate nel nostro paese:
(Tutti dalla Star Comics) Mars, Doll, Sole Maledetto, ES, Tamara, Cactus, Never Ending Heart, Cesare. GP Publishing ha pubblicato invece nel 2009 Three.

~ Stile del disegno

La Souryo si differenzia anche nel disegno per la sua innegabile originalità, sia nel taglio delle vignette, che nelle espressioni dei suoi personaggi. I suoi manga, specialmente quelli più recenti, si caratterizzano per il taglio decisamente cinematografico, le tavole sono irregolari, i personaggi sembrano uscire dalle pagine per richiamare su di sè e su ciò che dicono l'attenzione. Spesso la Souryo riesce a farli comunicare solo tramite uno sguardo. Inoltre le sue tavole sono caratterizzate da un ottimo e ripetuto utilizzo del chiaroscuro.

Un tratto piuttosto originale e innovativo, dunque, che anche negli shoujo si discosta dai precedenti, dove era predominante l'uso di rose e fiori per sottolineare una scena romantica. Non a caso la Souryo fu rifiutata all'accademia di belle arti perchè il suo tratto era considerato troppo strano e troppo lontano dai canoni classici. 

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